Tursiope
Il tursiope Tursiops truncatus è un odontocete
di medie dimensioni, corpo robusto, pinna
dorsale moderatamente curvata, e colorazione
grigio-scuro, con una demarcazione acuta
tra il melone ed il rostro che si presenta
relativamente corto; il ventre è chiaro
e talvolta rosato. Le lunghezze degli
adulti variano da 2 - 3.8 m con un peso
che va da 220-500 kg anche in funzione
della loro distribuzione geografica.
La riproduzione avviene nei periodi primaverili
ed estivi anche se sono state certificate
nascite anche in altri periodi dell’anno.
La maturità sessuale viene raggiunta intorno
ai 9 anni nelle femmine ed a 11 anni nei
maschi. La gestazione dura 12 mesi e il
piccolo alla nascita è circa 1 metro di
lunghezza e all’incirca 11 kg di peso.
Il periodo di allattamento è di circa
18 mesi.
Grazie all’incremento dello sforzo di
ricerca negli ultimi 20 anni sono notevolmente
aumentate le informazioni su questa specie.
I tursiopi, specie cosmopolita, sfruttano
una ampia varietà di habitat. Le sue abitudini
sono prevalentemente costiere e il suo
cibo è composto quasi esclusivamente da
pesci (es. sgombri Scomber scombrus ,
triglie Mullus surmuletus e M. barbatus,
ecc) e di cefalopodi ( polpi Octopus vulgaris
, calamari Loligo vulgaris, seppie Sepia
officinalis ecc ).
La dieta varia naturalmente in funzione
della disponibilità di prede. Una ricerca
condotta su tursiopi che vivono nel Golfo
del Messico e lungo le coste della Florida
ha consentito di dimostrare che , pur
cibandosi prevalentemente di pesci, cambiano
alimento in funzione della disponibilità
locale, integrando la loro dieta con crostacei,
gamberi e cefalopodi e non disdegnano
i pesci ributtati in mare dalle barche
da pesca. Ad esempio dal contenuto stomacale
di animali spiaggiati sulla costa mediterranea
della Spagna sono stati individuati resti
principalmente di cefalopodi e di nasello
(Merluccius merluccius).
Nel comportamento sociale dei delfini
è fondamentale l’esistenza del gruppo,
inteso come un complesso di animali che
coordinano le loro attività. Una maggiore
efficienza nella ricerca e nella cattura
del cibo e una migliore difesa dai predatori
sono alcuni dei vantaggi della vita di
gruppo.
La comunicazione all’interno del gruppo
è fondamentale e può avvenire attraverso
segnali vocali e non. Colpi di coda sull’acqua
o lo schiocco provocato dalla chiusura
repentina delle mascelle sono i classici
segnali non vocali che associati all’ecolocalizzazione
e ai fischi costituiscono il complesso
sistema di comunicazione di questi cetacei.
Sono in corso studi per cercare di decifrare
i “dialetti” delle diverse popolazioni.
L’udito risulta il senso più utilizzato
da questi animali che sono in grado di
produrre clicks (suoni ad alta frequenza)
con i quali riescono a “vedere”. Il biosonar
gli consente di avvertire presenza, distanza,
consistenza, forma e dimensioni di oggetti
presenti nell’ambiente circostante anche
in completa assenza di luce. I clicks
hanno la capacità di essere riflessi da
qualsiasi oggetto incontrino e generare
così un eco che, percepito dalla mascella,
si propaga fino al cervello dove viene
elaborato come “immagine acustica”.
La vista è ben sviluppata e l’occhio si
è adattato sia alla visione acquatica
che a quella terrestre grazie alla notevole
elasticità del cristallino. La capacità
di vedere attraverso gli occhi è però
in grado di coprire brevi distanze. Il
gusto è ben sviluppato mentre in tatto
è completamente assente.
I tursiopi sono prevalentemente animali
costieri . I vari gruppi possono occupare
però habitat molto diversi e frequentare
habitat che vanno dalle acque freddo temperate
a quelle tropicali di tutti i mari.
Rapporti per varie aree, come il Mediterraneo
identificano il T. truncatus come il delfino
più osservato, ma non sono note stime
di popolazione. Le dimensioni dei gruppi
possono variare da pochi esemplari nelle
acque costiere a centinaia di individui
in ambiente pelagico.
Considerato il suo areale di distribuzione
( prevalentemente costiero) e le specie
principali di cui si nutre si comprende
perché il tursiope sia tra le specie di
cetacei quella che maggiormente interagisce
con attività antropiche quali la pesca.
La pesca con le reti da posta e la pesca
ai cefalopodi sono tra i sistemi di pesca
che in misura maggiore registrano perdite
sia in termini di pescato sottratto che
di attrezzo danneggiato. Il tursiope,
come altre specie di cetacei, sfrutta
l’attività del pescatore per procurarsi
così il cibo con un minor dispendio energetico.
Questa alimentazione di tipo “opportunistico”
genera malcontento tra i pescatori che
giornalmente vedono vanificare i loro
sforzi e ridurre i loro guadagni.
Per tale motivo sono in corso dei progetti
di ricerca con lo scopo di ridurre l’interazione
tra questi mammiferi marini e l’attività
di pesca e trovare così un nuovo equilibrio
che garantisca la sopravvivenza di tutti:
tursiopi e pescatori.
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